Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: National Maritime Museum, Governo Cinese e Comune di Tianjin
PROGETTO: COX Architecture
TEAM DI PROGETTO: Hang Ling, Alex Leese, Jack Dodgson, Ashley Beckett, Jayson Blight, Jaegeun Lim, Alex Munoz, Michael Bailey, Philip Cox, Lei Li, Leon McBride, Troy Rafton, James Ryan, Mitchell Page, Julian Farrell, Andrew Butler, Belinda Williamson, David Reasbeck, Ayo  kinola, Mark Sierzcula, Perry Gustafson, Kim Huat Tan, Spyros Barberis, Megan McKenzie, Gary McFeat, William Gray, Michael Rayner, Adrian Taylor, Roger Mai, Joseph Hartley, Karen  Appleyard, Matthew Napper, Brendan Gaffney, Katy Roberts, Katie Holzberger, Mark Hadfield, Maxie Navius, Jaclyn Sun, Casey Vallance, Marianella Picon, Robert Callanan, Martin Hayes, Tae Won Kang, Solomon Romion, Brendan Kenny, Vesna Lazarevic, Steve Hunter, Thomas Nelson, James Sia, Tracey Maree, Akiko Spencer, Joachim Clauss, Tim Morgan, Brett Miles, Tommy Miller, Anya Meng
ARCHITETTI LOCALI: Tianjin Architecture and Design Institute (TADI)
CONSULENTI: Arup, Lord Cultural Resources, Urbantect
IMMAGINI: Therrence Zhang, COX Architecture

National Maritime Museum of China

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
80.000 mq di spazi coperti, 39.000 mq di esposizione disposti su 3 piani, 6 aree espositive e  15 sale interconnesse, questi sono i numeri del nuovo Museo Marittimo Nazionale Cinese, un progetto maestoso che completa la riqualificazione della baia di Tianjin - porto artificiale della  città di Pechino - dove un parco da 150.000 mq sorge sul terreno bonificato del Binhai New  Area, zona di espansione residenziale ad un’ora dal centro città.

Le quattro ali del museo si irradiano verso il porto come i rami di un delta proteso verso il mare con l’obiettivo di inglobare il paesaggio quale parte integrante dell’esperienza di visita  dell’edificio. Il concept ruota attorno alla sensibilizzazione del popolo cinese sui temi di  protezione dell’ambiente marino, la ricerca e la promozione della cultura marittima, scanditi  nei quattro padiglioni-scafi e ripresi anche nelle decorazioni simboliche delle facciate.

L’accesso al museo avviene attraverso una “piazza marittima” che ospita un villaggio di pescatori e artigiani, un giardino botanico marino e la torre energetica che alimenta il  complesso connettendosi al corpo centrale vetrato da cui si diramano i diversi segmenti  del “ventaglio”. Da qui una rampa sopraelevata permette la distribuzione ai diversi livelli  falsati delle imponenti ali, creando spazi a doppia altezza e terrazze che alleggeriscono il   volume all’interno permettendo alla luce di attraversare lo spazio. I pavimenti in pietra e le pareti bianche enfatizzano poi la forma zoomorfa della pelle esterna, un continuum di  superfici connesse da curve pronunciate, mai spigolose, che si rincorrono dalle facciate alle strutture. Proprio la continuità tra le superfici orizzontali e verticali ha reso necessaria la certificazione al fuoco di tutta la scocca in classe A, non essendo possibile distinguere   tra pareti (normalmente in classe B) e soffitti.

La struttura primaria è composta da portali  bianchi che poggiano su enormi giunti sferici antisismici e controventi diagonali metallici per un totale di 17.000 tonnellate di acciaio solo per le strutture principali. Il guscio di rivestimento a doppia curvatura è sagomato in modo da evitare la permanenza della neve sullo stesso durante il rigido inverno della zona ed è composto da 55.000 mq di pannelli argentati a forma di diamante, alternativamente  pieni e perforati. Gli 828 mm di spessore dell’involucro includono le funzioni di rivestimento interno in doghe di legno, isolamento termico e acustico, tenuta all’acqua,   protezione dagli agenti climatici esterni, distribuzione impiantistica ed ogni sottostruttura,  garantendo così massima flessibilità agli spazi interni. 3.500 mq di  superfici trasparenti completano la pelle protetti da grandi aggetti, frangisole orizzontali e  notevoli sbalzi strutturali (fino a 42 m).

Il complesso viene alimentato da un impianto geotermico che arriva fino 100 m di  profondità, coadiuvato da una vera e propria “fattoria solare” di pannelli posti sulla  copertura. A causa della forte siccità dei mesi estivi è stato progettato anche un drenaggio sifonico inserito nella pelle dell’edificio in grado di catturare le acque grigie e riutilizzarle durante l’estate. L’esperienza del team di progettazione, nella gestione di progetti complessi su enorme scala, l’utilizzo della modellazione parametrica e la capacità di dialogo tra gli attori coinvolti ha reso possibile la costruzione in soli due anni di quello che si propone come una delle opere del governo cinese che mirano ad essere ricordate come icone presenti e future della scena architettonica globale.

Marco Cucuzza

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