Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Fiera di Bologna spa
PROGETTO ARCHITETTONICO: Di Gregorio Associati - Gianni Di Gregorio, Francesco Di Gregorio
ASSOCIATI: Francesco Musetti, Umberto Marossa
CONSULENZA SCIENTIFICA: Aurelio Galfetti, Gabriele Cappellato
TEAM DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA: Francesco Nicolini, Oliviero Brognoli, Stefano Montanari, Gabriele Giampietri, Marco Taccagni, Domenico Taliano
PROGETTO STRUTTURALE: Massimo Majowiecki – MJW Structures
PROGETTO IMPIANTISTICO: Studio Nocera srl, Bologna Fiere spa, Studio Breveglieri
COORDINAMENTO GENERALE: Bologna Fiere spa, BF Eng srl
DL: Aldo Barbieri – Studio Enarco
IMPRESE: Strabag spa, Alpiq Energia Italia spa, Cimolai spa, Cotti & Marchi srl
IMMAGINI: MJW Structures (cantiere), HG Esch (finito)

Fiera di Bologna

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il progetto di ricucitura degli spazi aggiuntivi realizzati nel corso degli anni alla Fiera di Bologna mira a riportare alla luce l’impianto razionalista del disegno originario, ormai snaturato. Lo studio Di Gregorio Associati ha basato l’intervento su due aspetti: la creazione di un nuovo asse di viabilità da nord a sud con diversi punti di ristoro - il Mall - e la suddivisione dello spazio interno secondo un modulo di 4 metri in grado di adattarsi flessibilmente ad esigenze perennemente mutevoli come quelle commerciali e gestionali delle fiere. Il cantiere ha visto in un primo step la demolizione di strutture deteriorate e la realizzazione dei padiglioni 29 e 30 in soli 10 mesi mentre una seconda fase ha riguardato la costruzione del padiglione 37. L’intervento interessa la ricostruzione di due volumi principali di 33.000 mq, il padiglione espositivo 37 e il corpo est di ingresso, ai quali si aggiunge il collegamento tra Mall e padiglione 25. I progettisti già in fase di ideazione hanno optato per strutture modulari in carpenteria metallica, replicabili e adattabili. Una scelta che ha consentito la rapidità della costruzione e l’integrazione con i padiglioni e gli edifici esistenti del polo fieristico nato negli anni ’60. Il progetto ha inoltre anticipato future e diverse destinazioni d’uso: il padiglione 30 non viene impiegato esclusivamente quale spazio congressuale – espositivo ma anche come arena di pallacanestro. Gli 80,4 m di luce delle campate, risolte da travi reticolari binate ad arco, vincolate a portali spaziali con diagonali a “V”, poggiano su piloni a pianta quadrata di calcestruzzo armato. In direzione perpendicolare alle binate sono posizionate tre reticolari secondarie a sezione triangolare che sorreggono le ante reticolari spaziali ai nodi con una copertura leggera in lamiera grecata. A tutti i nodi delle reticolari è possibile appendere carichi verticali, mentre la resistenza ai carichi orizzontali è data dalle torri con nucleo in c.a., collegate tra loro dalle reticolari in quota, pedonabili, e cordoli tra plinti su pali in fondazione. Il tamponamento perimetrale, realizzato in lastre di policarbonato sormontate da lamiera grecata su profili IPE e arcarecci, è progettato per resistere anche agli eventuali urti dei mezzi di allestimento e per appendere i portoni scorrevoli.

Caratteristica della struttura longitudinale monopiano in profili CHS di acciaio S355 è la totale assenza di appoggi intermedi lungo i 184 m delle cinque campate e la mobilità dei due quarti centrali della seconda e della quarta campata, che di fatto va a creare una copertura apribile. La copertura nelle porzioni mobili è realizzata con lamiera grecata ed isolamento con chiusure in alluminio aggraffato: viene così favorita la leggerezza del pacchetto da movimentare. L’apertura delle ante avviene a coppie in direzione opposta e ciascun quarto trasla grazie a un doppio sistema a cremagliera con motori elettrici, con pieno controllo del sistema ed in totale sicurezza. La meccanica di ogni modulo mobile è indipendente dalle altre e le configurazioni della tettoia sono o “totalmente aperta” o “totalmente chiusa”. Le manovre di apertura/chiusura della copertura sono previste solo in presenza di personale addetto e non durante le manifestazioni.

Il corpo Est è invece caratterizzato da tre blocchi a due altezze: i due laterali ospitano i servizi igienici al piano terra e i locali tecnici impiantistici al di sopra, mentre la porzione centrale funge da atrio. A tal fine le strutture sono più massicce, a pianta libera e con controventi monodirezionali per una più facile distribuzione impiantistica. Allo stesso modo, anche i 2.500 mq del Mall sono sviluppati con una maglia regolare secondo il modulo di progetto, con luce monodirezionale proveniente dalla facciata continua a ovest. Il corpo si articola intorno a tre spazi: il camminamento, il tappeto mobile e gli edifici monopiano contenenti i servizi igienici. La copertura è praticabile solo per fini manutentivi e ospita alcuni impianti, mentre il secondo livello, posto a 6 m di quota, è accessibile tramite due scale mobili, due metalliche e due ascensori. L’aspetto finale dell’intervento gioca sulla dicotomia tra la morbidezza delle sezioni circolari della porzione espositiva centrale e l’estetica più rigida ed austera degli spazi di collegamento-servizio, data dall’utilizzo del tubo a sezione quadrata. Quest’ultimo rappresenta il fil rouge di tutto il progetto di revamping, ripetendosi nelle diverse tipologie e campiture adottate tra tutti i corpi di fabbrica. La tettonica della struttura diviene così l’elemento architettonico caratterizzante l’intero progetto, grazie alla scelta di esporre costantemente i profili e valorizzando l’aspetto estetico dei dettagli di connessione. L’essenzialità dello spazio espositivo non diventa quindi banale, grazie all’utilizzo funzionale e allo stesso tempo scenico della struttura, in una sorta di manifesto della meccanica dell’architettura, così come solo l’acciaio è in grado di trasmettere con tale fascino.

Marco Cucuzza

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