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Perché l'acciaio in architettura - Editoriale Architetture in Acciaio #7

Dante O. BeniniMi è sembrata una buona idea condividere con l’ing. Sandro Favero il racconto del “perché l’acciaioin architettura”.
Credo di essere stato tra i primi a portare in Italia la multidisciplinarità, quando gli architetti facevano troppo tutto. Non si può parlare di acciaio senza coinvolgerne le performance di chi lo applica, lo suggerisce o ne rende possibile, ottimizzandolo, la sua applicazione. Bellezza, leggerezza, versatilità, duttilità, durevolezza, riciclabilità, flessibilità operativa, complicità e armonia con il progetto. Troppi pregiudizi di una committenza ignorante, troppe le riserve strumentali dei costruttori incompetenti. Fortunatamente le cose si modificano, esempi eccellenti fanno cambiare opinione su di un detto che “l’acciaio è come l’uso dell’acqua in architettura, bellissimo/a basta trovare chi la paga”. Io mi fermo dopo aver detto che, attraverso questa materia, ci si può permettere di definire che “ai confini della fantasia alloggia il genio”. Sandro con l’Ex Sieroterapico ci ha provato, ed io personalmente ritengo con grande successo.

Dante O. Benini - Dante O. Benini & Partners Architects

Sandro FaveroGli edifici dell’ Ex Sieroterapico progettati dall’arch. Benini sono caratterizzati da un’architettura articolata, trasparente, leggera con significative parti aggettanti. Essa non poteva che essere realizzata con strutture di acciaio. Materiale che consente proprio di costruire volumi complessi con elementi strutturali leggeri e resistenti.
L’acciaio, grazie alle sue proprietà prestazionali, consente la costruzione di strutture leggere ed un montaggio preciso e veloce. Alcune forme aggettanti complesse, come quelle previste dall’arch. Benini in questo progetto, sono state agevolmente risolte attraverso la modellazione tridimensionale al computer, che ha consentito all’architetto e all’ingegnere di valutare le forme ed i dettagli dei singoli nodi della costruzione, a partire dalle prime elaborazioni del progetto, fino alla fase di cantierizzazione.
Nella progettazione dei tre edifici del Sieroterapico, l’impiego di elementi di acciaio per pilastri e travi ed i solai a spessore contenuto, realizzati con lamiere grecate e calcestruzzo ha consentito di disegnare, sempre con l’ausilio del computer, una struttura tridimensionale esile e leggera che l’architetto ha potuto, con arte, rivestire con pareti opache metalliche, grandi vetrate ed affascinati tendaggi a tutta facciata quale protezione al sole. Una macchina metallica di grande efficienza costruttiva ed efficacia espressiva.

Sandro Favero - F&M Ingegneria

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