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Ponte ciclopedonale sul fiume Ombrone - Descrizione dell'opera


La scelta progettuale per l’inserimento del nuovo ponte nell’ambiente circostante è stata orientata verso una soluzione in perfetto equilibrio che creasse un segno caratterizzante all’interno del paesaggio e allo stesso tempo non appesantisse l’impronta antropica. Per la struttura si è optato per una soluzione in carpenteria metallica, con schema statico di ponte ad arco a via inferiore. La soluzione presenta anche ragioni strategiche di sicurezza, dal momento che è stato progettato per consentire il passaggio di mezzi di emergenza per ridurre drasticamente i tempi di primo soccorso nelle aree rurali interessate.
 

Sezione longitudinale

La struttura è a campata unica di 76 m, senza pile o strutture nell’alveo inciso del fiume, risolvendo senza interferenze le problematiche di interfaccia con il flusso idraulico del corso d’acqua.
 

Vista del ponte sponda Alberese

L’impalcato è sospeso mediante una cortina di pendini ad una coppia di archi. A differenza dei tipici ponti ad arco a via inferiore in cui le spinte dell’arco vengono eliminate dalla messa in trazione dell’impalcato, quest’ultimo non è connesso strutturalmente alle estremità degli archi, scaricando le spinte direttamente alle fondazioni. L'arco è stato montato in conci e provvisto di sistema di recupero della freccia.
 

Vista aerea del ponte

I due archi, tracciati su piani inclinati fra di loro convergenti, si avvicinano in prossimità della mezzeria per creare un notevole effetto prospettico; sono formati da una coppia di profili tubolari in acciaio S355 (Ø610x25) e presentano una freccia in mezzeria di 15 m.

Al fine di aumentarne la stabilità laterale, gli archi sono connessi fra loro mediante quattro traversi in profili tubolari di diametro (Ø329 mm) e sono incastrati alla base su blocchi di ancoraggio in cemento armato. L’ancoraggio dell'arco ai blocchi di fondazione è realizzato mediante una piastra di base con fori maggiorati e rondelle saldate in opera dopo la posa in modo da garantire sufficienti tolleranze per la posa garantendo maggior semplicità costruttiva.
 

Sezione e trasversale e vista del ponte


Riepilogo qualità di acciaio impiegate per la carpenteria metallica

I tirafondi di collegamento dell’arco ai blocchi di ancoraggio sono stati ammorsati nel getto di calcestruzzo con una dima di posizionamento la cui disposizione è stata verificata topograficamente prima dell’esecuzione dei getti.
 


Dettaglio costruttivo della piastra di ancoraggio dell’arco e della dima di posizionamento

Per i pendini è stata scelta una disposizione geometrica radiale convergente verso il centro come a ricordare la ruota della bicicletta. I pendini sono realizzati con funi tipo full locked coil che, una volta in carico, garantiscono per effetto della forma a Z dei trefoli esterni l’assoluta impermeabilità della superficie laterale. L’elevata resistenza dell’acciaio armonico con cui sono realizzate consente di contenerne le dimensioni contribuendo alla “leggerezza” dell’intera opera. A questo scopo anche l’impatto del terminale di attacco è stato estremamente ridotto.

Il terminale di attacco all’arco è fisso, mentre quello dell’impalcato è regolabile in modo da agevolare le operazioni di tesatura in fase di montaggio e le eventuali regolazioni in fase di manutenzione. La loro inclinazione variabile rispetto all’impalcato è stata risolta nel nodo con l’impiego di fazzoletti saldati con angolazione variabile a ciascuna trave principale in corrispondenza di ciascun traverso di impalcato.
 
Dettaglio costruttivo dell’attacco del pendino all’arco


Vista dei pendini e del particolari di aggancio

Anche la geometria dell’impalcato, con un pronunciato arco di cerchio verso l’alto, ha come obiettivo quello di rafforzare la tensione tra le due rive oltre a corrispondere a criteri funzionali di tracciamento altimetrico e smaltimento delle acque meteoriche di piattaforma.

L’inserimento in un contesto così delicato ha portato ad una cura estrema dei dettagli per garantire al contempo semplicità costruttiva, durabilità e gradevole resa estetica. La sezione della trave di impalcato ha una forma a goccia chiusa (rese stagna con la sigillatura di ogni slot) offrendo prestazioni superiori in termini di estetica, fabbricazione, durabilità e resistenza.
 

Vista inferiore dell’impalcato
 
L’impalcato, di larghezza calpestabile 3.50 m, non è connesso strutturalmente alle estremità dell’arco, avendo un sistema di vincoli verticali e orizzontali di estremità da esso indipendenti.

Sezione trasversale intermedia tipica dell’impalcato
 
 L’impalcato è costituito da due travi longitudinali di 72 m circa poste ad un interasse di 4.10 m che delimitano il camminamento, aventi sezione scatolare «a goccia» realizzata dall’unione di due lamiere calandrate di spessore 18 mm, per un’altezza complessiva di 932 mm completamente chiusa sia per garantire maggiori prestazioni inerziali sia in termini di durabilità; le due travi sono realizzate mediante una spezzata di conci rettilinei che approssima la livelletta curvilinea dell’impalcato, uniti fra loro da giunti trasversali saldati a piena penetrazione. Le travi longitudinali scaricano parte del peso sui 4 appoggi, 2 in corrispondenza di ciascuna spalla (tipo monodirezionale sulla spalla destra, fissa e multidirezionale spalla sinistra).
 
Sezione trasversale dell’impalcato in corrispondenza di una spalla


Sezione in pianta del traverso dell’impalcato in corrispondenza della spalla


Dettagli costruttivi di una trave longitudinale in appoggio

A sostegno del piano di calpestio sono disposti i traversi realizzati con lamiere composte saldate in doppio T, sagomati ad altezza variabile per donare un gradevole effetto visivo all’intradosso, disposti ad interasse longitudinale di 2.00 m e collegati mediante giunti bullonati a taglio alle due travi longitudinali.

 

Vista di dettaglio dell’impalcato

La soletta è realizzata in sezione mista su lamiera grecata ordita longitudinalmente fra i traversi di impalcato. In fase di montaggio la lamiera grecata è stata sollevata assieme al manufatto costituendo un piano di calpestio per gli operatori. Sfruttando l’elevata rigidezza orizzontale dell’impalcato a getto maturato, è stato possibile evitare l’impiego dei dispositivi di smorzamento mass dumper (TMD) previsti dal Progetto Definitivo di gara, garantendo maggiore affidabilità in fase di esercizio, risparmio economico e considerevole riduzione degli interventi di manutenzione.
 

Sezione in pianta dell’impalcato


Dettagli costruttivi della chiodatura della soletta


La pavimentazione di tipo bituminoso conferisce un aspetto più naturale al piano di calpestio grazie alla particolare pigmentazione e alla finitura superficiale.

Dettaglio costruttivo dei vari componenti dell’impalcato


Il parapetto realizzato in acciaio zincato ha una struttura di tipo modulare al fine di semplificare la posa in opera caratterizzata da una sagoma concepita come estensione della sezione trasversale ed un ingombro dei collegamenti minimo.

Vista dei parapetti durante la fase costruttiva

Ombrone


Contenuti a cura di Fondazione Promozione Acciaio. Riproduzione riservata.
Si ringraziano BIT spa e Steel Project srl per il materiale tecnico fornito.


 

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