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La Circolare 15 Ottobre 2019

Le ultime novità del Codice di Prevenzione Incendi


Come noto, uno degli scopi del D.M. 03/08/2015 è quello di attuare una razionalizzazione ed una semplificazione della progettazione in ambito Prevenzione Incendi ed è proprio per continuare tale azione e per allinearsi agli standard internazionali, sono state approvate delle modifiche al Codice prevenzione incendi con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 95/2019 del D.M. del 12 aprile 2019, che ha come oggetto: “Modifiche al decreto 3 agosto 2015, recante l’approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.”
In merito a tale decreto, il 15 ottobre 2019, i Vigili del Fuoco hanno emanato una circolare esplicativa N.15406, che analizza gli art.2 e 3 del D.M. 12 aprile 2019.


Le principali modifiche introdotte: l’eliminazione del “doppio binario” per le attività senza RTV


Le modifiche riguardano 41 attività, comprese nell’Allegato I del DPR n. 151/2011; per tali attività (ex non normate), la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) del Codice diventa così l’unico riferimento progettuale.

L’obbligo riguarda sia le attività di nuova realizzazione sia le modifiche, anche parziali, alle attività esistenti qualora le misure di sicurezza antincendio presenti nella parte di attività non interessata dall’intervento siano compatibili con gli interventi da realizzare. Le nuove modifiche precisano altresì che le disposizioni contenute nel Codice possono costituire un utile riferimento sia per le attività non soggette, che per le attività soggette non rientranti nei limiti di assoggettabilità dell’Allegato I al DPR n. 151/2011.

Invece saranno per ora escluse, così come riportato da tale obbligo le RTV attuali:
66 – strutture turistico-ricettive all’aria aperta e dei rifugi alpini;
67 – asili nido;
69 – attività commerciali ove sia prevista la vendita e l’esposizione di beni;
71 – aziende ed uffici con oltre 300 persone presenti;
75 – depositi di mezzi rotabili e dei locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili;

per le quali l’uso del Codice resterà un’opzione volontaria, in alternativa alle vecchie regole tecniche prescrittive.

Riassumendo: la progettazione antincendio col “doppio binario“ viene eliminata per la maggior parte delle ex attività non normate, ossia soggette al controllo da parte dei Vigili del Fuoco, come è possibile appurare dalle circolari emanate dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri nelle recenti circolari:

circolare CNI n. 378 del 3 maggio/2019
circolare CNI n. 361 del 13 marzo/2019

Un’utile tabella di sintesi per l’applicazione del Codice è riportata nella circolare 378/2019 del CNI (che integra la circolare n. 361 di marzo):
Tabella rtv
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ALCUNE MODIFICHE IN DETTAGLIO


CAPITOLO G.1 TERMINI, DEFINIZIONI E SIMBOLI GRAFICI

In questo paragrafo vengono aggiornate molte definizioni come quella di protezione attiva e passiva e viene introdotto ad esempio il concetto di "Profilo di rischio di riferimento" .
Viene anche introdotta la definizione di SVOF (Sistemi di Ventilazione Orizzontale Forzata del fumo e del calore) che è un tipo di gestione nella quale si spingono i gas in una direzione voluta per mezzo di sistemi che utilizzano ventilatori Jet-fan al fine di allontanarli e successivamente smaltirli all'esterno.

CAPITOLO G.3 DETERMINAZIONE DEI PROFILI DI RISCHIO DELLE ATTIVITÀ

La procedura per la determinazione dei profili di rischio rimane invariata, ma il capitolo è strutturato in maniera più chiara ed approfondita. Infatti vengono introdotti nuovi strumenti per il professionista, come le curve RHR (Rate of Heat Release) e le tabelle necessarie alla definizione dei parametri risultano più dettagliate ed esaustive.

CAPITOLO S.2: RESISTENZA AL FUOCO
Al paragrafo S.2.4.8, con riferimento alle soluzioni alternative per il livello di prestazione III vengono inserite alcune soluzioni generalmente accette. Inoltre al paragrafo S.2.5 viene inserita una nota per il calcolo del carico di incendio nel caso di compartimenti multipiano (Tabella S.2-9).

CAPITOLO S.3: COMPARTIMENTAZIONE
Al paragrafo S.3.4.3, con riferimento alle soluzioni alternative vengono inserite alcune soluzioni generalmente accette (tabella S.3-3). Ai paragrafi S.3.5.2 e S.3.5.3 vengono definiti i requisiti del compartimento.

CAPITOLO S.4: ESODO
Al paragrafo S.4.4.3, con riferimento alle soluzioni alternative vengono inserite alcune soluzioni generalmente accette (tabella S.4-3). Al paragrafo S.4.5.3.4 viene introdotta la via di esodo senza protezione. Al paragrafo S.4.5.7 vengono inserite le descrizioni di dettaglio di porte ad apertura manuale, porte ad azionamento automatico e tornelli. Al paragrafo S.4.5.12 vengono descritte le installazioni per gli spettatori. Al paragrafo S.4.7 è stato modificato e razionalizzato il tema dei requisiti antincendio minimi per l’esodo. Al paragrafo S.4.8 è stato modificato e razionalizzato il tema della progettazione delle vie di esodo.

CAPITOLO S.5: GESTIONE DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO
Al paragrafo S.5.4.2, con riferimento alle soluzioni alternative vengono inserite alcune soluzioni generalmente accette (tabella S.5-6). Al paragrafo S.5.5 vengono inserite le misure di prevenzione incendi. Vengono apportate integrazioni al paragrafo S.5.6 riguardante la progettazione della gestione della sicurezza. Viene inserita la tabella S.5-8 contenente le specifiche norme per il controllo e la manutenzione di impianti ed attrezzature antincendio.

CAPITOLO S.6: CONTROLLO DELL’INCENDIO
Si assiste ad una razionalizzazione del decreto senza sostanziali modifiche di progettazione.

CAPITOLO S.7: RIVELAZIONE ED ALLARNE
Si assiste ad una razionalizzazione del decreto senza sostanziali modifiche di progettazione.

CAPITOLO S.8: CONTROLLO DI FUMI E CALORE
Per tale capitolo sono stati modificati ed aggiornati i criteri di attribuzione sia per il livello di prestazione I, per le attività a basso carico di incendio, sia per il livello di prestazione II. Inoltre, sono state esplicitate le soluzioni alternative per tutti i livelli di prestazione, riportando in una tabella le modalità generalmente accettate per la loro progettazione. L'ultima, e più importante novità, è data dall'introduzione tra le misure antincendio dei sistemi di ventilazione forzata di tipo orizzontale, definiti SVOF.

CAPITOLO S.9: OPERATIVITA’ ANTINCENDIO
Vengono inseriti i paragrafi S.9.5 ed S.9.6 riguardanti l’accessibilità dell’autoscala e l’accesso ai piani per i soccorritori.

CAPITOLO S.10 SICUREZZA DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI E DI SERVIZIO
Si assiste ad una razionalizzazione del decreto senza sostanziali modifiche di progettazione.
Al paragrafo S.10.6.3 vengono inserite le infrastrutture pe la carica dei veicoli elettrici

SEZIONE V REGOLE TECNICHE VERTICALI
V.1 Aree a rischio specifico
V.2 Aree a rischio per atmosfere esplosive
V.3 Vani degli ascensori
V.4 Uffici (Capitolo aggiunto dal c. 1 dell’art. 3 del DM 08/06/2016. N.d.R.)
V.5 Attività ricettive turistico - alberghiere (Capitolo aggiunto dal c. 1 dell’art. 3 del DM 09/08/2016. N.d.R.)
V.6 Attività di autorimessa (Capitolo aggiunto dal c. 1 dell’art. 3 del DM 21/02/2017. N.d.R.)
V.7 Attività scolastiche (Capitolo aggiunto dal c. 1 dell’art. 3 del DM 07/08/2017. N.d.R.)
V.8 Attività commerciali (Capitolo aggiunto dal c. 1 dell’art. 3 del DM 23/11/2018. N.d.R.)

Le restanti parti del codice non subiscono sostanziali modifiche.


Contenuti a cura della Commissione per la Sicurezza delle Costruzioni in Acciaio in caso d'Incendio di Fondazione Promozione Acciaio - Riproduzione riservata

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