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Il Decreto 12 Aprile 2019

Aggiornamento al codice di prevenzione incendi


Il Decreto 12 aprile 2019 contiene una serie di significative modifiche al Codice di Prevenzione incendi che è stato emanato il 3 agosto 2015. Si riportano nel seguito tutte le modifiche apportate dalla norma.

Gli scopi dell’emanazione del DM 12 aprile 2019 e delle modifiche proposte nel CCTS 9 aprile 2019, redatto anche in funzione delle segnalazioni ricevute dagli Ordini professionali, sono i seguenti:
  • Migliorare la leggibilità del testo (spostamento di parti di testo, accorpamento di argomenti affini, aggiunta di ulteriori definizioni e richiamo delle definizioni negli argomenti pertinenti);
  • Migliorare la comprensibilità del testo (aggiunta di note esplicative, aggiunta di esempi nei casi più complessi, aggiunta di disegni);
  • Articolare maggiormente le soluzioni conformi in modo da renderle più aderenti alle reali necessità e quindi meno onerose;
  • Fornire sistematici indirizzi circa il ricorso alle soluzioni alternative;
  • Risolvere alcune criticità riscontrate;
  • Inserire alcuni elementi per un migliore raccordo con le RTV pubblicate e quelle in via di approntamento.

Ampliamento del campo di applicazione


Il Decreto prevede l'ampliamento del campo di applicazione del codice attraverso le seguenti modifiche:
  1. L'articolo 2 del Codice è stato completamente riscritto come segue: Art. 2 (Campo di applicazione e modalità applicative). — 1. Le norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, si applicano alla progettazione, alla realizzazione e all’esercizio delle attività di cui all’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, individuate con i numeri: 9; 14; da 19 a 40; da 42 a 47; da 50 a 54; 56; 57; 63; 64; 66, ad esclusione delle strutture turistico-ricettive all’aria aperta e dei rifugi alpini; 67, ad esclusione degli asili nido; da 69 a 71; 73; 75; 76. Sono fatte salve le modalità applicative alternative di cui all’art. 2 -bis.
  2. Le norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, si applicano alle attività di cui al comma 1 di nuova realizzazione.
  3. Per gli interventi di modifica ovvero di ampliamento alle attività di cui al comma 1, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, le norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, si applicano a condizione che le misure di sicurezza antincendio esistenti, nella parte dell’attività non interessata dall’intervento, siano compatibili con gli interventi da realizzare.
  4. Per gli interventi di modifica o di ampliamento delle attività esistenti di cui al comma 1, non rientranti nei casi di cui al comma 3, si continuano ad applicare le specifiche norme tecniche di prevenzione incendi di cui all’art. 5 comma 1 -bis e, per quanto non disciplinato dalle stesse, i criteri tecnici di prevenzione incendi di cui all’art. 15, comma 3, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Nei casi previsti dal presente comma, è fatta salva, altresì, la possibilità per il responsabile dell’attivi-tà di applicare le disposizioni di cui all’art. 1, comma 1, all’intera attività.
  5. Le norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, possono essere di riferimento per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio delle attività che non rientrano nei limiti di assoggettabilità previsti nell’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1°agosto 2011, n. 151, o che non siano elencate nel medesimo allegato.

Schema riepilogativo applicazione “approccio Codice”


Decreto Aprile 2019
Schema per tipologia attività

Decreto Aprile 2019

Schema distintivo tra nuove attività o attività sull'esistente


Modifica Sezione Generalità


La sezione "Generalità" ha visto le seguenti modifiche:
  • Fatta chiarezza tra valutazione del rischio di incendio e attribuzione dei profili di rischio [G.2.6]
  • Eliminata distinzione attività normate/non normate, unificata la metodologia generale di progettazione [G.2.6.1]
  • Rivisitati i metodi di progettazione e i metodi aggiuntivi di progettazione della sicurezza antincendio [G.2.7]
  • Introdotto il concetto di disponibilità superiore per gli impianti di protezione attiva ai quali viene affidata le certa riduzione del rilascio di energia (taglio della curva RHR(t)) con il conseguente risparmio delle altre misure della strategia antincendio [G.2.10.2 e M.1.8]
  • Incrementati i dati per l'attribuzione semplificata dei δα alle attività [tabella G.3-2]
  • Forniti indirizzi riguardanti la trattazione del Rischio Ambiente [G.3.4]

Modifica sezione strategia

  • Affrontate le problematiche afferenti la rischiesta di reazione al fuoco dei cavi e delle condotte preisolate [tabella S.1-8]
  • Prevista la possibilità di avere compartimenti multipiano anche a quote superiori alla quota del piano di riferimento tra 12 e 32 metri purché il dislivello tra i piani non superi i 7 m [tabella S.3-7]
  • Apportate alcune modifiche ai valori massimi delle compartimentazioni e prevista una riduzione in caso Rambiente significativo [tabella S.3-6]
  • Aggiornate allo standard internazionale le regole per i dispositivi di apertura delle porte [tabella S.4-6]
  • Risolto problema dei corridoi ciechi attraverso lo scorporo di una porzione dei percorsi protetti o a prova di fumo che sbarcano direttamente in un luogo sicuro o in compartimento nel quale è possibile disporre di due vie d'esodo indipendenti in compartimenti distinti o in uno stesso compartimento con le caratteristiche di filtro. La lunghezza massima della porzione di percorso da scorporare dal corridoio cieco è funzione della densità di affollamento, del massimo affollamento previsto e di alcune misure di protezione [S.4.8.2]
  • Estese casistiche per le larghezze minime delle vie d'esodo orizzontali e verticali [tabella S.40-30 e S.4.34]
  • Aggiornata la metodologia per la determinazione del numero di estintori [tabella S.6-5]
  • Introdotti i sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) finalizzati a favorire le operazioni di soccorso [S.8.6]
  • Fornite indicazioni per l'accesso al piano dei soccorritori [S.9.6]

Modifica Sezioni RTV (V) e Metodi (M)

  • Arricchita la guida alla trattazione delle aree a rischio specifico per tenere conto anche del Rambiente [V.1.1 e V.1.2]
  • Aggiornata la procedura di valutazione del rischio esplosione e delle misure di contenimento con maggiore enfasi sulla prevenzione [V.2.2]
  • Ampliato in maniera esplicita il campo dei metodi ingegneristici che non si concretizzano sempre con modellazioni numeriche dell'ambito di interesse ma possono essere gestite con formule analitiche disponibili in letteratura. Inoltre, anche il ricorso alla modellazione (FDS) può essere fatto con riferimento ai modelli avanzati ma anche a più semplici modelli numerici (CFAST, OZONE, ...) [M1.1]
Quest’ultima modifica ha un riscontro notevole sulla progettazione antincendio delle strutture in acciaio, in quanto consente di applicare i numerosi metodi di calcolo semplificati disponibili in letteratura sia per strutture in acciaio non protette che in presenza di protettivo.
 

Sintesi delle modifiche apportate al Codice


Come accennato in precedenza, l’attuale versione del Codice contiene molti chiarimenti e modifiche apportati in funzione delle osservazioni provenute dagli ordini professionali e da varie associazioni tra cui è annoverata anche Fondazione Promozione Acciaio (Figura 1).
 
Osservazioni al codice
Fig. 1 - Osservazioni al Codice
Si osserva che la maggior parte delle osservazioni ha riguardato la sezione generalità e la sezione strategie (Fig. 2).
CPI
Fig. 2 - Argomenti trattati nelle osservazioni al Codice

Si riassumono nel seguito le principali modifiche apportate:
  • Chiarito l'uso delle norme volontarie e la non cogenza delle stesse (G.1.4);
  • Chiarita la definizione di attività all'aperto (G.1.5 comma 6);
  • Chiarito ulteriormente il significato dei frequenti richiami di norme volontarie (G.1.25 comma 9);
  • Chiarito ruolo di progettista e professionista antincendio per i metodi di progettazione (G.2.7);
  • Rimosso Ci1, Ci2, Ci3 dalle previsioni esplicite del codice per consentire una gestione diretta dalla RTV. Per attività civili sotto soglia si possono comunque impiegare le previsioni per dormitori ed alberghi. (G.3.2.2 comma 2);
  • Semplificata la tematica riguardante il Rischio ambiente (G.3.4 comma 3);
  • Chiarita la distanza dal confine per livelli di prestazione I e II di resistenza al fuoco (S.2.4.6 comma 1 lett. b);
  • Precisate alcune caratteristiche del filtro a prova di fumo (S.3.5.5 comma 1);
  • Ridotta la richiesta di requisito Sa delle chiusure per compartimenti a prova di fumo, ove il fumo è già sotto controllo (S.3.5.5 comma 2);
  • Inserito requisito minimo per illuminazione di sicurezza, oltre a previsione normativa (S.4.5.10 comma 2);
  • Chiarito che l'affollamento stabilito in S.4 è massimo per l'attività e che il titolare può comunque dichiarare affollamento inferiore. (S.4.6.2 comma 1).

Bibliografia

  1. DECRETO 12 aprile 2019. Modifiche al Decreto 3 agosto 2015, recante l’approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.
  2. Relazione dell’Ing. M.Mazzaro per il seminario tenutosi a Caserta il 20 giugno 2019.


Contenuti a cura della Commissione per la Sicurezza delle Costruzioni in Acciaio in caso d'Incendio di Fondazione Promozione Acciaio - Riproduzione riservata

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