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Ricostruzione del ponte sul Fiume Po, Piacenza - Descrizione dell'opera

La progettazione del nuovo ponte di Piacenza ha necessariamente tenuto in conto molteplici aspetti. Innanzitutto è risultato fondamentale intervenire tempestivamente per far fronte al blocco della viabilità che stava generando gravi perdite economiche. Parallelamente è da sottolineare la sensibilità nell’aver adottato un approccio conservativo nei confronti di un’opera di carattere monumentale la quale, allo stesso tempo, fosse in grado di offrire ottime prestazioni nei confronti dei nuovi requisiti di natura viabilistica, idraulica, statica e sismica dettati dalle normative vigenti.

È inoltre impossibile non dare rilievo agli accorgimenti progettuali volti a misurare e minimizzare gli impatti ambientali mediante analisi LCA. Il ponte è stato progettato seguendo criteri di durabilità: alle strutture in acciaio sono stati applicati trattamenti protettivi in grado di prolungarne il ciclo di vita fino a 50 anni senza bisogno degli interventi di manutenzione intermedi che spesso risultano particolarmente onerosi sia in termini economici sia per le ricadute della viabilità dovuta alla chiusura parziale o totale della circolazione.

Il ponte permette l’attraversamento dell’alveo e del tratto golenale, garantendo il collegamento sull’asse fra i comuni di Lodi e Piacenza costituito dalla Strada Statale n. 9 Via Emilia, ed è principalmente composto da due parti ben distinte: il ponte in acciaio che si estende dalla spalla sinistra del fiume (lato Lodi) fino alla spalla destra (lato Piacenza) e il viadotto di accesso lato Piacenza.

 
Prospetto
Prospetto longitudinale

Il nuovo ponte si estende su 11 campate, di luci comprese fra 61-76 m, all’interno della golena per 810 m su un unico impalcato continuo metallico a travata reticolare, il quale gli conferisce la leggerezza e la trasparenza di quello precedente reinterpretata però in chiave moderna. La travata metallica appoggia su dieci pile: le prime sette in muratura sono state attentamente conservate, grazie alla minimizzazione dei carichi dovuta proprio alla snellezza del nuovo impalcato, e sono state consolidate solamente alla base mediante micropali; le tre pile rimanenti sono invece state completamente ricostruite per motivi di natura idraulica ma con le stesse caratteristiche architettoniche delle precedenti.
 
Particolare prospetto
Particolare del prospetto longitudinale

Particolare Pianta CV
Particolare della pianta dei controventi inferiori


La riqualificazione del ponte da II a I categoria ha indotto ad allargare la sezione stradale, la quale è stata dotata di due corsie da 3,5 m e relative banchine da 1,25 m, di un marciapiede di servizio e di un percorso ciclabile, per una larghezza totale di 14,5 m.
 
Vista dal basso
Vista dal basso dell'impalcato

In seguito vengono presentati sinteticamente i materiali che costituiscono il ponte, con l’indicazione in percentuale del peso.
 
Materiali ponte
Contenuti in peso dei materiali costituenti il ponte

Sezione campata
Sezione trasversale di campata dell'impalcato


L’impalcato è formato da un cassone tralicciato in acciaio (tipo S355 J2G2 per carpenteria in generale, tipo S355 J2H per i tubolari formati a caldo), con altezza costante di 4.514 mm in campata e variabile in appoggio da 7.610 - 9.110 mm, così composto:
- piastra ortotropa superiore in acciaio, costituita da una lamiera irrigidita e saldata ai traversi, posti ad interasse di 2.900 mm
- tre briglie superiori (di altezza pari a 500 mm le esterne e 600 mm quella centrale) poste ad interasse trasversale di 4.500 mm e costituite da lamiere saldate di vari spessori
- due briglie inferiori poste sempre ad interasse di 4.500 mm entrambe di altezza 500 mm
- diagonali tubolari con diametro esterno di 324 mm e spessori variabili da 22 a 33 mm, che collegano le briglie superiori con quelle inferiori a forma piramidale
- controventatura uniforme inferiore formata da profili composti saldati a doppio T e da tubolari di diametro 219x14 mm
 
Briglia
Particolare briglia superiore

Capitello metallico
Particolare di un capitello metallico durante la costruzione


Grazie all’utilizzo di opportuni “capitelli metallici”, l’altezza dell’impalcato è stata ridotta dell’85%. I capitelli hanno il compito di trasferire i carichi provenienti dall’impalcato stesso ai dispositivi d’appoggio e permettono inoltre di innalzare notevolmente il valore del franco idraulico rispetto alla configurazione precedente per tutte le campate. In questo modo l’intradosso di impalcato è stato portato a non meno di 1,5 m al di sopra del livello di piena duecentennale per quasi tutta la lunghezza del ponte, in accordo con i nuovi requisiti idraulici.
 
Piena Ponte Po

Idraulica 2
Confronto tra sezione idraulica fra il vecchio e il nuovo ponte
 
I giunti di dilatazione sono stati posizionati in corrispondenza delle spalle, consentendo dunque in corrispondenza di ogni pila la libera traslazione sotto l’effetto delle azioni termiche. La risposta sismica in direzione longitudinale è affidata alle spalle e alle nuove pile, le quali sono state provviste di appositi dissipatori viscosi.

Tutte le unioni sono realizzate mediante saldatura, ad eccezione delle briglie inferiori. Al fine di garantire una maggiore durabilità delle parti inferiori dell’impalcato all’azione corrosiva degli agenti atmosferici, gli elementi tubolari sono stati zincati a caldo, le estremità degli elementi da saldare sono state trattate con vernici epossidiche, mentre un particolare processo di metallizzazione è stato utilizzato per le briglie inferiori, i nodi e i capitelli d’appoggio. Tutte le membrature sono state infine verniciate.
 
Membrature tubolari
Particolare in prospetto delle membrature tubolari

Particolare in pianta
Particolare in pianta dei controventi inferiori

 

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