Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Fiere Internazionali Bologna spa
PROGETTISTA ARCHITETTONICO: Studio Benevolo (BS)
PROGETTISTA STRUTTURALE: Studio Tecnico Majowiecki (BO)
SMEB - Cantieri Navali spa (ME)
Fotografie: Fotografie gentilmente concesse dallo Studio Tecnico Majowiecki

Padiglioni 19-20 Fiera di Bologna

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Situato sul lato ovest del quartiere fieristico, il padiglione espositivo 19-20 di pianta rettangolare, di 76x178 metri, si sviluppa su due piani, uno a quota 0 e l’altro a 11,50 m per un totale di oltre 30.000mq. Oltre ai piani principali troviamo i piani accessori, di ristoro e collegamento, a 5.75m e quelli intermedi dei servizi dedicati ai volumi tecnici. Strutturalmente sono stati concepiti sette telai spaziali, staticamente indipendenti, ad interasse costante di 24 metri. I sistemi strutturali, così formati, sono collegati tra loro in uno schema di tipo Gerber, in modo da risultare, elasticamente e termicamente, debolmente correlati in grado di minimizzare le eventuali conseguenze di un collasso strutturale provocato da incendio od altro.

Piano espositivo a +0.00:
Il primo livello è a tre campate, di 20, 24 e 20 metri, con altezza utile interna di 8,14 metri, e colonne interne miste in acciaio-c.a. di sezione circolare, connesse alle strutture orizzontali del piano superiore, per mezzo di puntoni inclinati a piramide rovescia che sostengono l’impalcato. Le strutture orizzontali sono costituite da due travi reticolari, a nodi saldati, di 2.16m di altezza, accoppiate con interasse di 7.00m. Completano la struttura di sostegno di questo impalcato travi reticolati di orditura longitudinale, le torri-colonne in c.a. di sostegno laterale delle travi principali e la soletta mista in acciaio-cls. Le azioni orizzontale trasmesse ai setti di sostegno, vengono smorzate mediante vincoli trasversali realizzati in neoprene.

Secondo piano espositivo a +11.50:
Questo livello si caratterizza per una grande luce libera di 64 metri e da 6.00 a 12.00m di altezza libera. Per la copertura sono state utilizzate travi reticolari in acciaio, armate con funi spiroidali presollecitate, ed appoggiate a quota 21.50m, agli elementi in cemento armato che fungono da torri scale. Queste travi, formate da travi scatolari (corrente superiore) ed armate nel piano verticale con funi spiroidali. I montanti di distanziamento sono disposti nel piano della trave in configurazione a V. Il collegamento tra i correnti di estradosso permette di realizzare il sistema di contraventatura locale di copertura relativa alla propria area di influenza. Lo schema statico degli arcarecci di copertura, orditi in direzione longitudinale, e quello tipo Gerber, a campate alterne di 8 e 16m di luce. La isostaticità del sistema, che permette di correlare elasticamente le strutture principali e secondarie, è ottenuta introducendo un particolare a cerniera (all’interno della campata di 8.00m). Il manto di copertura è formato da lamiera grecata zincata e preverniciata all’intradosso, ordita secondo l’asse trasversale del padiglione, completa di barriera a vapore, coibente termico semirigido e lamiera esterna impermeabilizzante.

Cupola di illuminazione ed aerazione in teflon e vetro:
La cupola ubicata sopra il vano scale ha funzioni di areazione ed evacuazione dei fumi in caso di incendio. Di forma “piramidale” , quadrata in pianta 16.00m x16.00m e 8.00m di altezza oltre la copertura. La struttura è costituita da archi accoppiati disposti secondo le diagonali. La copertura e formata di un materiale composito in fibra di vetro e teflon, leggera ma resistente in caso di incendio.

Caratteristica della facciata nord: Il sistema strutturale è formato da una membrana di vetro e PTFE, un sistema di funi contrapposte ed un telaio di sostegno del vetro strutturale. E’ importante sottolineare che le linee di saldatura costituiscono un importante motivo architettonico, eseguite e controllate con cura anche dal lato estetico.

Complessivamente sono state utilizzate 3660 ton di acciaio.

Questa realizzazione è stata premiata con il “ECCS Steel Design Award 1999” per l’Italia.

Monica Antinori

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