L'autostrada A13 collega Bologna
a Padova ed il suo percorso si snoda lungo la Pianura Padana
attraverso l'Emilia Romagna ed il Veneto. In uno scenario
che nella stagione invernale è spesso invaso dalla nebbia,
si inserisce all’altezza dell’abitato di Dozza un particolare
ponte strallato che scavalca, con i suoi 100 m di luce libera,
il traffico automobilistico. Totalmente riuscito il connubio tra
architettura ed ingegneria, grazie ad una soluzione
essenziale, lineare e leggera che ha, inoltre, permesso di
ridurre sensibilmente i tempi di montaggio.
Due cavalletti ad “A”, aperti in corrispondenza delle imposte
di circa 10 m, inclinati e contrastati in mezzeria, costituiscono
il sistema portante principale. Le sezioni scatolari variabili dei
profili sono ottimizzate e seguono l’andamento degli sforzi.
Assimilando il comportamento strutturale a quello dell’arco a
tre cerniere, la spinta generata dal meccanismo di sostegno
viene equilibrata dalle funi spiroidali con fili elementari ad alta
resistenza. Le funi stabilizzanti di 42 mm di diametro, dotate
di una pretensione iniziale, sono a curvatura contrapposta
(quattro per parte, con componenti di curvatura nei piani
verticale ed orizzontale) e seguono l’andamento variabile
del perimetro esterno di un impalcato dolcemente incurvato,
che ha una larghezza minima centrale di 2.5 m fino a 10 m alle
estremità. Il sostegno di quest’ultimo è formato da un sistema
di funi costituito da una serie di stralli convergenti in chiave
ed aperti a ventaglio, i quali portano gli sforzi di sospensione
ai punti centrali dei cavalletti in collaborazione con le “catene”
tubolari. Le funi di strallo sono di tipo spiroidale, con fili
elementari di Ø = 40 mm e Ø = 28 mm, protette contro
la corrosione. Gli stralli si ancorano alla confluenza delle funi
stabilizzanti e dei traversi, orditi ad interassi costanti di 5 m.
Sulle fondazioni, oltre agli sforzi verticali, gravano reazioni
di tipo orizzontale che dipendono dalle componenti
longitudinali e trasversali indotte dall’azione del vento e
del sisma, considerate come carichi dinamici di riferimento per
il dimensionamento dei sistemi controventanti. La struttura
dell’impalcato è in lamiera grecata con getto collaborante
(solaio tipo Solmax) in acciaio zincato. L’altezza minima
dell’intradosso è a quota superiore di 6 m rispetto al livello
dell’autostrada.
Nei ponti pedonali la risposta dinamica è caratterizzata
da frequenze naturali di vibrazione molto vicine alle
frequenze di sensibilità umana. I range di frequenze
consigliati dalla letteratura tecnica non sempre trovano
riscontro con opere in servizio, come esposto dal Prof. Ing.
Massimo Majowiecki durante il convegno Footbridge 2005
a Venezia. Alla luce di queste considerazioni, per garantire
sicurezza e comfort è stato predisposto, in sede di collaudo,
il collegamento ad un sistema TMD (Tunned Mass Dampers),
che permette di modificare in corso d’opera le caratteristiche
meccaniche della struttura, evitando il tipico fenomeno
di risonanza prodotto dall’attività antropica.
Accurate scelte tecniche, a partire dal tipo d’acciaio
impiegato (Fe 510 D secondo la denominazione vigente
all’epoca del progetto), ai sistemi protettivi utilizzati quali
l’uso dell’acciaio zincato, fino alle modalità ed alla velocità
di montaggio, hanno permesso di coniugare perfettamente
qualità, estetica ed economicità. Aspetti, questi,
che permettono di accrescere il valore di un’opera d’ingegneria. Monica Antinori
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Passerella ciclopedonale



Autostrada A13
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Nome Progetto:
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Passerella ciclopedonale |
Ubicazione:
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Dozza (BO) |
Anno Progettazione:
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Anno Realizzazione:
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2007 |
Committente:
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Comune di Bologna |
Progetto Architettonico:
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Massimo Majowiecki, collaboratore: S. Pinardi |
Progetto Strutturale:
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Massimo Majowiecki, |
Carpenterie Metalliche:
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impresa: S.I.P.A.L. srl, Fagioli spa (movimentazione e montaggio in opera) Carpenteria metallica: MBM spa |
Superficie utile tot.
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Tonnellaggio acciaio:
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Pianta: inserimento della passerella nel contesto circostante
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> immagine
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Vista della passerella in fase di cantiere
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> immagine
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Le fotografie di cantiere sono state fornite dallo Studio Majowiecki. Le fotografie a progetto finito sono state scattate da Andrea Raffin
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