Promozione Acciaio - Fondazione per la Promozione dell'Acciaio da Costruzione

 
   
 

I Terremoti




Premessa


Danni alle costruzioni causati dai terremoti del passato


Catalogo dei danni per tipologia


Vulnerabilità degli edifici esistenti


L'acciaio negli interventi di adeguamento e miglioramento


Il "caso studio" di Avellino


Nuove realizzazioni in acciaio


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Il "Caso Studio" di Avellino

La commissione sismica per le costruzioni in acciaio, nell'ambito delle iniziative intraprese, ha deciso di esaminare un caso studio relativo ad una provincia italiana; la provincia scelta è quella di Avellino a causa della elevata sismicità che la caratterizza (i 19 comuni della provincia sono infatti tutti classificati come sismici), del metodo di approccio adottato nei confronti del problema sismico, e della facile reperibilità delle informazioni, dato che l'ing Duilio Ronconi, componente della commissione, è il dirigente del settore Provinciale del genio civile di Avellino.


Figura 1: informazioni geografiche di base sulla provincia di Avellino

Cronologia degli eventi sismici

Gli eventi sismici più rilevanti, che hanno interessato la provincia di Avellino dal 1688 ad oggi sono riportati nella tabella 1.


Tabella 1: cronologia degli eventi sismici registrati nella provincia di Avellino

Il terremoto del 29 Novembre 1732
Il terremoto colpì maggiormente il territorio dell'Irpinia, causando danni in un'area compresa tra le città di Salerno, Avellino, Napoli e Melfi. Gli effetti del danneggiamento hanno interessato 67 paesi di cui oltre 20 distrutti quasi completamente. Notevoli danni, a carico soprattutto di edifici religiosi sono stati rilevati anche a Napoli, Benevento e Melfi. L'esatto numero delle vittime è difficilmente desumibile dalle fonti disponibili, e le discordanze riscontrate sono notevoli; una testimonianza abbastanza accreditata attesta tale numero a 4.000. Le comunità colpite furono assistite dai governi dello Stato della Chiesa e del Regno di Napoli con esenzioni fiscali ed aiuti finanziari, anche se gli sforzi maggiori furono destinati alla ricostruzione degli edifici religiosi, causando conflitti tra comunità locali e autorità ecclesiastiche.

Il terremoto del 23 Luglio 1930
Il terremoto del 23 luglio colpì un'area dell'Italia meridionale estesa per oltre 6.300 kmq, comprendente 50 comuni di 7 province; i massimi effetti del sisma si registrarono nella zona tra Melfi e Ariano Irpino, fra le province di Benevento, Avellino e Foggia. La scossa fu distruttiva soprattutto ad Aquilonia e Lacedonia, ma numerosi gravi danneggiamenti interessarono gran parte del patrimonio edilizio in altri 20 paesi circa. La maggior parte degli edifici erano costruiti in ciottoli fluviali uniti da malta di scarsa qualità o addirittura da fango e non furono in grado di resistere alla scossa. Le vittime furono complessivamente 1.778 e i feriti 4.264; gli edifici crollati furono 3.188 e quelli lesionati 2.757.

Il terremoto del 21 Agosto 1962
Il terremoto fu caratterizzato da tre scosse (ore 19:12, 19:21, 19:45) di notevole intensità con epicentro localizzato nella zona tra Montecalvo e Savignano di Puglia. Il sisma fu avvertito a Napoli, Avellino, Montaguto, Bonito, e soprattutto ad Ariano Irpino, dove fra la ore 22:15 e le 23:10 si verificano due ulteriori scosse di rilevante intensità, che accrebbero notevolmente l'entità dei danni. Oltre l'ottanta per cento degli edifici fu danneggiato in modo grave: le abitazioni, risalenti a due o tre secoli prima, pur non presentando segni esterni di crollo rivelarono profonde lesioni interne e strutture instabili e pericolanti, e pertanto inagibili. In prossimità dell'epicentro del sisma si ebbero inoltre interruzioni di connessioni ferroviarie e telefoniche. Otto furono complessivamente le vittime del terremoto, che per la sua intensità sarà avvertito anche fuori della Campania, in Abruzzo, in Puglia e nel Lazio.

Il terremoto dellIrpinia 23 novembre 1980
Il 23 novembre del 1980 un violento terremoto di origine tettonica e magnitudo Richter pari a 6,9, con epicentro localizzato nella zona di Monti Marzano, Carpineta e Cervialto, interessò le Regioni della Campania e della Basilicata, colpendo in modo particolare l'Irpinia (figura 2), dove numerosi paesi vennero rasi al suolo, e provocando in totale 2735 vittime. I danni causati dal sisma nelle zone sopra citate sono testimoniate dalla documentazione fotografica consultabile mediante i link successivi, nei quali, tramite immagini esplicative, sono messe in evidenza anche le peculiarità geomorfologiche di ognuno dei comuni elencati.


» Avellino
» Calabritto
» Calitri
» Conza della C.
» Lioni
» S.Angelo dei L
» Senerchia
» S.Mango S.C.
» Serino
» Teora
Tabella 1: cronologia degli eventi sismici registrati nella provincia di Avellino

Particolarmente importanti furono gli interventi di ricostruzione edilizio a seguito dellevento sismico:

» Ricostruzione del comune di Lioni

Analisi statistica tipologica delledificato nella provincia di Avellino

L'analisi statistica dell'edificato nella provincia di Avellino, è stata effettuata prelevando i dati dai registri del Genio Civile di Avellino relativamente ai depositi dei progetti effettuati dal 1983 al 2005. L'anno di riferimento iniziale, 1983, coincide con l'entrata in vigore della L.R. n. 9/83 con la quale, in tutti i comuni della Regione Campania classificati sismici, si obbliga il committente al deposito del progetto presso il competente Ufficio del Genio Civile; per la provincia di Avellino tale obbligo è esteso a tutti i 119 Comuni atteso che tutti sono classificati sismici. I dati sono stati suddivisi secondo tre tipologie costruttive: costruzioni in muratura, c.a. e acciaio.



Figura 3: classificazione tipologica degli edifici rilevati dal 1983 al 2005

I dati delle costruzioni in acciaio sono stati ulteriormente suddivisi secondo le seguenti categorie: edificio ad uso non residenziale, edificio uso residenziale, scale, coperture e/o tettoie e/o porticati, passerelle e telefonia radio, campi eolici.


Figura 4: classificazione degli edifici in acciaio rilevati dal 1983 al 2005

La riduzione del rischio sismico

La riduzione del rischio sismico attuata nella provincia di Avellino può essere riassunta in due punti fondamentali:

  • interventi di classificazione del territorio
  • interventi sulla vulnerabilità del costruito

Classificazione del territorio

    Normativa nazionale:
  • Ordinanza Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20/03/2003 - Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica.
  • Ordinanza Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28/04/2006 - Criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e la formazione e l'aggiornamento degli elenchi e delle medesime zone. L'OPCM 3519 del 28 Aprile 2006, dispone i criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle medesime zone; all'ordinanza è allegata una nuova mappa nazionale di ripartizione del rischio terremoti, disegnata dall'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Sostanzialmente l'OPCM 3519/2006 riprende la suddivisione (introdotta dall'OPCM 3274/2003) del territorio italiano in quattro zone caratterizzate da differenti valori di ag effettuando una ulteriore suddivisione in dodici fasce (1.B.) che non sostituiscono, ma si sovrappongono ed affinano la vecchia classificazione della 3274/2003.


Figura 5: zonizzazione del territorio nazionale OPCM 3519/2006

    Provvedimenti Regione Campania:
  • Delibera di Giunta Regionale n. 5447 del 07/11/2002 - Aggiornamento della classificazione sismica dei Comuni della Campania. A seguito della Deliberazione di Giunta Regionale n. 5447 del 07/11/2002, antecedente all'OPCM 3274/2003 ed all'OPCM 3516/2006, la provincia di Avellino aveva già attuato una riclassificazione spontanea del proprio territorio, anticipando di fatto le sopracitate normative nazionali


Figura 6: aggiornamento della classificazione sismica delibera GRC 5447/2002


Tabella 2: aggiornamento classificazione sismica comparazione fra delibera G.R.C. n.5447/2002 e OPCM 3274/2003

  • Deliberazione di Giunta Regionale n. 248 del 24/1/2003 - Circolare applicativa relativa alla strumentazione urbanistica.
  • Giunta Regionale della Campania, Prot. n. 1667/SP del 5/11/03 - Circolare esplicativa relativa alla disciplina sismica in vigore nella Regione Campania
  • Deliberazione di Giunta Regionale n. 816 del 10/6/2004 D.G.R. n. 5447 del 7/11/2002 e D.G.R. n. 248 del 24/1/2003 - Ulteriore circolare applicativa relativa alla strumentazione urbanistica - Approvazione Testo.

Interventi sulla vulnerabilità del territorio

    Normativa sismica italiana
  • Legge n. 64 del 2/02/1974 Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche.
  • D.M. 16 gennaio 1996 Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche.
  • Min. LL.PP. - Circolare n. 65/AA.GG. del 10/04/1997 Istruzioni per l'applicazione delle Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche di cui al decreto ministeriale 16 gennaio 1996.
  • Delibera di Giunta Regionale n. 335 del 31/01/2003 Procedura Tecnico - Amministrativa per la verifica strutturale del Patrimonio Pubblico e l'analisi geologica in prospettiva sismica del territorio campano.
  • Ordinanza Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20/03/2003 Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica.
  • Ordinanza Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28/04/2006 Criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e la formazione e l'aggiornamento degli elenchi e delle medesime zone.
  • D.M. 14/09/2005 Norme tecniche per le costruzioni.

Alla data di pubblicazione della OPCM n. 3274 in Campania era già disponibile il censimento operato dal Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti nell'ambito del progetto redatto nel 1996 mirato all' analisi della vulnerabilità degli edifici pubblici strategici e speciali in zona soggetta a rischio sismico nelle regioni meridionali, tra cui la Campania.
Con l'ausilio del progetto Lavoratori Socialmente Utili sono stati censiti più di 18.000 edifici di cui circa 2.000 rientranti nelle tipologie funzionali ammesse a finanziamento dall'Ordinanza 3362.

La Regione Campania ha ritenuto necessario acquisire ulteriori informazioni sugli edifici pubblici o ad uso pubblico di età costruttiva anteriore al 1983, data di entrata in vigore della legge regionale 7/01/1983 n. 9, e dopo tale data per quei Comuni che non risultavano classificati sismici con l'ordinanza n. 2788 del 12/06/1998.
L'esigenza della Regione Campania stata quella di assicurare l'aggiornamento del grado di vulnerabilità di tutti gli edifici pubblici già censiti dal GNDT, nonchè il rilevamento della vulnerabilità per gli edifici non ancora censiti; questi due obiettivi, unitamente ad una analisi sistematica del territorio regionale dal punto di vista geologico concorrono al fine ultimo di effettuare una zonazione per aree omogenee in prospettiva sismica che permetta di programmare ed attuare interventi mirati alla salvaguardia al recupero all'adeguamento sismico del patrimonio edilizio ed infrastrutturale pubblico.

Questo tipo di approccio ha finora permesso di realizzare numerosi interventi sul patrimonio edilizio esistente, tra cui:

Sono state inoltre realizzate inoltre nuove costruzioni in sostituzione di strutture obsolete, in un'ottica, su scala regionale, di riduzione complessiva del rischio sismico:

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