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Sostenibilità
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- La sostenibilità nel settore delle costruzioni è mirata ad ottenere principalmente quattro risultati:
- Miglior utilizzo delle risorse energetiche;
- Controllo delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera;
- Uso più accorto e consapevole dell'acqua come risorsa naturale
- Riduzione del carico di rifiuti per l'ambiente.
Recepimento del quadro normativo
» Indice - Modulo D - Sustainable Construction Charter - La situazione europea - La situazione italiana
Nonostante i principi che stanno alla base della sostenibilità in edilizia siano condivisi in Italia come all'estero, a causa della varietà e delle discordanze tra le normative dei singoli Stati, la reale applicazione di questi concetti ha dato luce a mercati frammentati e di difficile controllo.
Un passaggio importante, però, è avvenuto in ambito normativo europeo.
Dalla Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE (CPD) si è passati al recentissimo Regolamento Prodotti da Costruzione (UE) n. 305/2011 (CPR).
La vecchia CPD stabiliva che le costruzioni, tramite i prodotti contenuti al loro interno, dovevano rispettare i seguenti requisiti essenziali:
- Resistenza meccanica e stabilità
- Sicurezza in caso di incendio
- Igiene, salute e ambiente
- Sicurezza nell'impiego
- Protezione contro il rumore
- Risparmio energetico e ritenzione di calore
A questi sei punti, il recente CPR aggiunge tra l'altro: la riciclabilità e durabilità delle opere da costruzione e dei materiali, non tralasciando l'uso di materie prime eco-compatibili.
Col nuovo CPR, pertanto, si è dato un segnale forte nel versante della sostenibilità ambientale per le costruzioni. Da un'attenzione esclusivamente limitata al risparmio energetico, infatti, si è adesso esteso il campo d'azione, abbracciando finalmente i temi propri della sostenibilità ambientale relativa alle costruzioni.
Steel Network Sustainable Construction Charter
I maggiori rappresentanti del settore europeo e mondiale dell’acciaio si sono riuniti il 27 settembre 2010 a Bruxelles, dietro invito dell'IPO Steel Network, per la cerimonia di sottoscrizione della Steel Network Sustainable Construction Charter.
L’accordo è il simbolo della sinergia e del dialogo tra tutti gli attori della filiera delle costruzioni in acciaio per promuovere strategicamente le iniziative più efficienti a favore dello sviluppo sostenibile, incoraggiando la ricerca e diffondendo le informazioni relative all’impiego dell’acciaio per le costruzioni sostenibili, per meglio sfruttare le potenzialità di riciclo delle strutture e degli elementi in acciaio.
» Comunicato stampa ufficiale
» Press Release
» Communiqué Presse
» IPO Charter
La sostenibilità nelle costruzioni in Europa
Per quanto riguarda i differenti schemi di certificazione ambientale, il panorama internazionale vede la coesistenza di certificazioni di tipo energetico e di strumenti per valutare la sostenibilità di interi edifici fin dalla fase di costruzione.
1) Gran Bretagna
Certificazione BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method).
E' uno dei primi strumenti creati per la valutazione della sostenibilità degli edifici. Ogni categoria edilizia da analizzare contiene una serie di parametri. Ad esempio, per la qualità degli ambienti interni, si fa riferimento alla qualità dell'aria, alla qualità dell'illuminazione e al controllo acustico e, dove risulta più appropriato, vengono introdotti dei sottoparametri per un maggior approfondimento. La certificazione avviene tramite la verifica effettuata da certificatori autorizzati dal BRE.
E' un sistema di valutazione a sei livelli (via via più restrittivi), ai quali un edificio può arrivare in base ai risultati ottenuti all'interno di nove criteri di sostenibilità (gestione, salute e benessere; consumi di energia con relative emissioni di CO2; consumi ed emissioni durante i trasporti; consumo d'acqua; impatto ambientale dei materiali; gestione dei rifiuti e utilizzo del terreno; valutazione ecologica del sito; inquinamento di aria e acqua).
2) Germania
Certificazioni Frankfurt Energiepass e DGNB. Il Frankfurt Energiepass consiste in un procedimento parametrico per il calcolo dei consumi energetici delle abitazioni. Il sistema di certificazione DGNB (Deutschen Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen) è uno strumento per valutare la sostenibilità degli edifici.
Il sistema assegna dei punteggi nell'ambito di sei aree di valutazione:
- qualità dell'attenzione all'ecologia;
- qualità della convenienza economica;
- qualità socio-culturale e funzionale;
- qualità tecnica;
- qualità dell'intero processo;
- qualità del sito.
3) Austria
Certificazioni EnergieAusweis e Total Quality Building. L'EnergieAusweis fissa annualmente il valore limite del parametro consumo energetico specifico NEZ. E' pertanto uno strumento per valutare solamente l'efficienza energetica di un edificio, e non la rispondenza a molteplici parametri legati alla sostenibilità ambientale della costruzione. Il sistema edificio è invece valutato (su base volontaria) mediante il Total Quality Building, che consente di analizzare edifici residenziali, uffici, scuole, alberghi e centri commerciali.
4) Svizzera
Marchio Minergie (minimal energy). Esso garantisce che il fabbisogno termico di un edificio, sia di nuova costruzione che ristrutturato, non superi certi valori limite.
E' un'etichetta di qualità che si applica ad edifici nuovi e rimodernati. Gli aspetti essenziali di tale certificazione sono costituiti dal comfort abitativo e del lavoro (in relazione alla qualità dell'involucro edilizio e dei sistemi di rinnovo dell'aria) e dal consumo energetico specifico, di cui vengono definiti i valori limite da rispettare.
5) Danimarca
Fino al 2008, la Danimarca aveva due differenti schemi di certificazione energetica, con una classificazione degli edifici in funzione della loro superficie (schema ELO per edifici con superficie maggiore di 1.500 m2 e schemi EM/EK per superfici minori di 1.500 m2). Allo stato attuale, è necessaria una certificazione energetica (che tiene conto dell'analisi dei consumi di energia, di acqua e delle emissioni di CO2) ogni volta che un edificio viene costruito, ristrutturato o venduto. Tale valutazione viene portata avanti da consulenti autorizzati, dando vita a sette classi di certificazione.
6) Francia
Programma HQE (Haute Qualité Environmentale - High Environmental Quality). Si tratta di un sistema, su base volontaria, per misurare la sostenibilità ambientale di un edificio (sia pubblico che privato) in fase di progettazione, costruzione e gestione. Questo programma multicriteriale presenta 14 obiettivi da raggiungere, suddivisi in due aree (impatto dell'edificio sull'ambiente esterno e qualità dell'ambiente interno) e quattro famiglie:
- sostenibilità nella costruzione;
- sostenibilità nella gestione;
- comfort interno;
- igiene e salute delle aree interne.
7) Spagna
Solo recentemente si è dotata di strumenti per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici.
Fuori dall'Europa, inoltre, è degno di nota il caso degli Stati Uniti, in quanto ha influenzato i sistemi di certificazione ambientale del panorama internazionale.
Stati Uniti
Certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Si tratta di un sistema di certificazione, su base volontaria, sulla sostenibilità edilizia basato su un insieme di prerequisiti e crediti.
Il soddisfacimento dei prerequisiti è obbligatorio (nei casi in cui si scelga di aderire alla certificazione LEED) per tutti i progetti. Il sistema dei crediti, invece, è facoltativo e dà luogo a un'assegnazione di punti all'interno di alcune grandi categorie (sostenibilità del sito, gestione efficiente delle acque, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità degli ambienti interni, innovazione nella progettazione, priorità regionali).
In base al punteggio ottenuto, un edificio può così ottenere la certificazione:
- Certificato (40-49 punti);
- Argento (50-59 punti);
- Oro (60-79 punti);
- Platino (80-110 punti).
La sostenibilità nelle costruzioni in Italia
La situazione italiana è, allo stato attuale, abbastanza variegata. Coesistono, infatti, diversi modelli di certificazione ambientale. Gli obblighi di legge, comunque, sono ristretti esclusivamente a certificazioni di tipo energetico (di derivazione della Legge 10/91).
Ogni volta che si realizza una nuova costruzione o che un immobile viene venduto o dato in locazione, è necessario allegare un attestato di certificazione energetica, redatto da un tecnico abilitato.
Va evidenziato che, purtroppo, le modalità di presentazione di tali certificati variano da regione a regione. Con la regione, inoltre, variano i requisiti dello stesso tecnico abilitato, che in alcuni casi può essere obbligato a seguire specifici corsi abilitanti e ad iscriversi ad appositi albi regionali dei certificatori energetici.
Le certificazioni ambientali, invece, sono tutte su base volontaria. Nonostante ciò, sempre un maggior numero di nuove costruzioni viene certificato. Il rispondere a requisiti di tipo ambientale, infatti, serve anche a evidenziare le caratteristiche di risparmio energetico dell'edificio nel tempo, rendendolo di fatto più appetibile rispetto a costruzioni non certificate.
I più diffusi sistemi di certificazione volontaria italiani sono:
1) CasaClima
E' una certificazione energetica introdotta dalla Provincia Autonoma di Bolzano (che l'ha resa obbligatoria a partire dal 2005), avente l'obiettivo di classificare un edificio in base al consumo energetico annuo.
2) Certificazione LEED
E' di fatto analoga a quella sviluppata negli Stati Uniti (v. sopra) e, anche in Italia, viene effettuata su base volontaria, senza alcun obbligo di legge.
3) Protocollo ITACA.
E' un sistema di valutazione della sostenibilità di un edificio. Si basa su un protocollo condiviso tra le regioni italiane che consente di attribuire un punteggio di eco-sostenibilità agli edifici, mediante un sistema di schede basate su un insieme di regole e di requisiti di tipo prestazionale. Attualmente il protocollo, facoltativo e pertanto non cogente, può essere applicato a edifici residenziali e ad uffici pubblici e privati (con due distinti percorsi di valutazione). A breve queste procedure verranno estese a scuole, aree industriali ed edifici commerciali.
C'è da segnalare che, ad oggi, non tutte le regioni italiane hanno aderito al protocollo ITACA.
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